La pedogenesi della lava dell’Etna

Sciacca Etna Wine · 2 Aprile 2020 · Non categorizzato

La lava dell’Etna che accoglie la vite

Si sente spesso dire che il terreno vulcanico, la lava dell’Etna, rappresenta un grande patrimonio per chi vive sull’Etna.

Il suolo lavico è molto fertile e si presta bene alla coltivazione della vite. Sicuramente questa semplice affermazione rappresenta una verità popolare nota a tutti gli appassionati di vino. Eppure un campo lavico appena formato si presenta desertico, aspro e assolutamente inadatto alla vita per diversi anni. Questo apparente paradosso trova spiegazione nel concetto di suolo e nel processo di pedogenesi introdotto negli articoli precedenti, come Il suolo piroclastico dell’Etna, e che sulle lava dell’Etna è molto peculiare ed interessante.

Sulle lave dell’Etna il processo di ricolonizzazione, cioè di ritorno della vita, dipende essenzialmente dai fenomeni abiotici che “degradano” la roccia viva e creano le condizioni ideali per lo sviluppo dei primi organismi. I prodotti vulcanici giovani sono “inospitali” anche per via della loro natura vitrea difficilmente alterabile dagli agenti esogeni. Nei terreni mineralizzati invece i processi di alterazione delle strutture cristalline sono favoriti e di conseguenza si avranno molti più nutrienti disponibili alla vita.

Per dare vita ad un suolo anche la superficie di una lava etnea giovane deve quindi subire processi di erosione meccanica e di alterazione chimica, sempre associati all’apporto di acqua (piogge).

Durante la pedogenesi delle lave basaltiche ad esempio, il plagioclasio, tipico minerale dell’Etna, si altera in diverse nuove componenti tra cui i minerali delle argille, costituenti fondamentali di un suolo fertile.

L’importanza dell’età della lava per la formazione di un suolo fertile

Capiamo quindi come il mosaico vegetale che viene a formasi sia direttamente correlato alle condizioni della superficie della lava dell’Etna e quindi alla sua età.
I licheni sono i primi colonizzatori, ad esempio, lo Stereocaulon vesuvianum (caratteristico dell’Etna) ha colonizzato le lave dell’eruzione del 1910 dopo soli sei anni. Questo significa però che per sei anni quel terreno è stato completamente sterile. La credenza popolare relativa alla fertilità dei vulcani è quindi vera solo quando la superficie della lava dell’Etna è finalmente diventata un suolo.

la lava dell'Etna che accoglie la vite
La lava dell’Etna che accoglie la vite. Palmento Martinella, Etna Nord

I licheni formano il suolo che riempie le fessure della superficie scabrosa della lava dell’Etna intrappolando la materia organica e la roccia deteriorata dagli agenti atmosferici.
Questo processo introduce le prime piante vascolari invasive (specie pioniere) le quali appunto si sviluppano nelle fessure così alterate. In questo contesto la presenza di specie pioniere come la Genista aetnensi e Spartium junceum (ginestre) giocano un ruolo chiave dato che queste due specie, leguminose, fissano l’azoto atmosferico direttamente nel suolo. Questo naturale processo di fertilizzazione, nel tempo, crea un ambiente migliore per piante più complesse che richiedono un ciclo stabile di elementi minerali.

La successione vegetale

Nella Successione vegetale della pedogenesi, cioè la teoria secondo cui in un determinato sito differenti fitocenosi (vegetazione in senso generale) si presentano in una specifica successione temporale, si distinguono la successione primaria e secondaria.
La prima ha inizio da un suolo sterile e procede per progressivo aumento della complessità fino ad uno stadio maturo. La successione secondaria, come possono essere i vigneti, ha inizio dopo che la copertura vegetale preesistente è stata rimossa o rimaneggiata per cause naturali o antropiche. Questo è il caso di un campo coltivato che è stato abbandonato o di un bosco che è stato rimosso o di una lava già fertile che si decide di adibire ad uso vitivinicolo.

Da una lava appena formata ad una fantastica vigna di Nerello Mascalese intercorre quindi tutto il processo di erosione ed alterazione, la pedogenesi, la lisciviazione (che contribuisce alla pedogenesi ma anche asporta suolo) e tutta la successione vegetale primaria.
Ad una quota di 700 metri s.l.m., ad esempio, se non si interviene con macchinari per andare a sbriciolare le lave ed agevolare artificialmente la formazione di suolo, si devono attendere almeno due/tre secoli. Naturalmente i tempi variano in base alle condizioni ambientali in cui la colata lavica si viene a trovare (altitudine, radiazione solare, temperatura media annua, piovosità etc).

Le Lave di Palmento Martinella

Il Palmento Martinella, nel basso versante Nord Est dell’Etna, all’interno delle vigne dell’azienda agricola Emilio Sciacca Etna Wine, si trova nel contesto geologico delle lave della formazione Pietracannone. Queste lave sono il prodotto eruttivo del Mongibello, l’ultima fase vulcanica dell’Etna, ovvero gli ultimi 15mila anni di storia del vulcano. In particolare la colata che interessa tutta la zona è quella di Piano Arrigo, quindi il membro inferiore (più antico) della formazione Pietracannone con intervallo temporale tra i 15mila e 3,9mila anni fa.

Il campo lavico affiora ancora oggi immediatamente a Sud del paese di Linguaglossa e mostra una morfologia di tipo “aa” ovvero con una superficie molto scabra ed irregolare. Gran parte della colata è oggi ricoperta da suolo e depositi alluvionali come del resto appare anche nelle vigne della Martinella. Questa lava in origine si presentava di colore grigio chiaro, con un fabric (trama dei minerali) organizzato soprattutto in piccoli cristalli (microcristallina). Solo il plagioclasio, minerale fondamentale nel processo di fertilizzazione, era sporadicamente presente in forma di cristalli con dimensioni più grandi. Dopo migliaia di anni di erosione e pedogenesi si è passati ad un suolo per l’84% sabbioso, estremamente ricco di nutrienti, con un pH di circa 6,3 favorevole alla coltura della vite.

Il suolo dell'Etna e la vite
Il suolo dell’Etna e la vite

Le nostre analisi sulla lava dell’Etna

Analisi recenti e periodiche del suolo rivelano alti valori di ferro assimilabile come anche di calcio e magnesio di scambio.
Gli alti valori di nutrienti assimilabili ed un PH sub acido del terreno sono perfettamente compatibili con quanto detto sulle lave etnee e ne esaltano il valore enologico. Anche il vino che ne risulta infatti trova compatibilità con queste analisi e con queste considerazioni. In particolare questi tipi di terreno e la corrispettiva alta capacità di drenaggio, sono spesso associati a vini di piacevole struttura leggera e buona acidità. Queste sono solo alcune delle peculiarità che fanno dei vini Emilio Sciacca Etna wine un prodotto di pregio nel panorama vinicolo Etneo